- The Legend never ends... -

Ius Imperati

Da Venus Bible.

Informazioni Generali

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La divisa di gilda

Nome gilda: Ius Imperati

Tag: II

Stato: Pk

Lord: Emile Dragonsbane (72448409)

Forum Pubblico: Pubblico di Gilda

Background

Ryan sapeva di non essere un fottuto eroe. Non si sarebbe scritte ballate su di lui, nessuna donzella si sarebbe tuffata ai suoi piedi sentendo il suo nome, le sue imprese non avrebbero ispirato le generazioni successive. Eppure tutto sommato si considerava un buon diavolo e, anche se in passato non era sempre andato fiero delle sue azioni, sentiva di non meritare la fine atroce che stava per fare.

Da quanto tempo la sorte gli aveva voltato le spalle?

La guerra era stata una tragedia di proporzioni inimmaginabili per Sosaria ma, paradossalmente il soldato rimpiangeva quegli anni, spesi a militare orgogliosamente tra le file dei Cavalieri della Rosa. Aveva perso amici e compagni, visto cose che lo avrebbero perseguitato per sempre; ma la paga era buona, Ashon Mirlossen un ottimo Lord e lui tornava sempre a casa convinto di stare facendo qualcosa di GIUSTO. Quando infine il Caos ammainò i suoi vessilli fu un grande giorno per Ryan: paga tripla, ricevimento a palazzo alla presenza di Lord British in persona e tante, tante promesse di un avvenire sicuro e radioso, ora che finalmente era tornata la pace sul regno.

Promesse mai mantenute…

A lui e i suoi compagni erano state garantite terre e ricchezze, si parlò persino di titoli nobiliari: le parole del re però si rivelarono però mendaci, la sua gratitudine di brevissima durata; Ryan si trovò presto abbandonato a se stesso, costretto ad accettare ogni sorta di lavoro pur di sbarcare il lunario. Iniziò un periodo molto buio, e non solo per lui: dopo alcuni mesi di calma apparente infatti, Sosaria cominciò a venire scossa da una terribile ondata di violenza, causata da un fenomeno che si stava ormai espandendo a velocità allarmante: il brigantaggio. La guerra infatti genera vincitori e vinti ma, soprattutto, arricchisce pochi fortunati a danno della moltitudine, che spesso finisce per trovarsi nella miseria più nera, a dispetto della fazione d’appartenenza. Il conflitto appena terminato era costato carissimo a Sosaria, sia in termini di vite umane che di risorse: molti tornarono alle loro case e ai loro campi solo per scoprire che di loro non restava che cenere e terra bruciata; il numero di senzatetto e mendicanti crebbe in breve a livello esponenziale, col re che non seppe o volle fare nulla per arginare il fenomeno. A quel punto darsi alla macchia si trasformò da possibile opzione a scelta praticamente obbligata per la sopravvivenza per migliaia di persone che, impugnate nuovamente le armi, giurarono vendetta nei confronti di chi li aveva traditi e sfruttati. Come accade sempre in questi casi naturalmente, le cose fecero presto a precipitare. La rabbia dei reietti, alimentata da fame e privazioni, cominciò presto a rivolgersi verso tutta Sosaria, letteralmente martoriata da bande di predoni che col tempo diventavano sempre più feroci e spietate; inutili furono a quel punto le scuse tardive di British, vane le sue nuove promesse di perdono e benessere. Il re non ebbe allora altra scelta che ricorrere nuovamente alle sue armate, decimate però nel numero e fiaccate nel morale: nessuno aveva voglia di versare altro sangue, tantomeno quello di ex amici e commilitoni. La situazione era ormai critica: i principali centri abitati erano oggetto di continue scorrerie e viaggiare da una città ad un’altra si faceva di giorno in giorno sempre più rischioso, con gravissimo danno per il commercio. Anche i più temerari non osavano però muoversi senza una scorta adeguata, e fu così che Ryan trovò infine una nuova occupazione stabile, meno appagante della precedente ma decisamente meglio retribuita; la sorte sembrava tornata a sorridergli, almeno fino a quel giorno nella foresta…

Non ci fu il minimo preavviso, due dei suoi compagni stramazzarono al suolo prima ancora di rendersi conto di essere sotto attacco, i corpi trapassati da diverse frecce. Una successiva scarica contribuì a gettare nel panico i superstiti, poi arrivò l’assalto. I nemici erano male armati e scarsamente coordinati, ma li superavano numericamente di dieci unità ad una; Ryan capì immediatamente che non ci sarebbe stato scampo per nessuno. Alcuni dei suoi compagni tentarono la fuga, altri gettarono le armi implorando pietà; l’ex Cavaliere della Rosa provò comunque a fare il suo dovere fino alla fine frapponendosi tra il suo cliente e i briganti ma venne presto abbattuto da un preciso colpo di frombola, scivolando nell’incoscienza.

Il risveglio fu drammatico. I corpi senza vita dei suoi compagni giacevano scompostamente tutt’intorno a lui, mentre il mercante di spezie che si era affidato a loro per arrivare sano e salvo a Minoc era stato inchiodato mani e piedi alla sua stessa carrozza e le sue urla di dolore e angoscia riecheggiavano sinistre nella piccola radura. Istintivamente tentò immediatamente di muoversi, solo per scoprire di essere saldamente legato al tronco di un albero, insieme ad altri due superstiti; non poté fare altro che assistere impotente alle torture che i briganti continuarono ad infliggere al suo ex datore di lavoro, i cui ultimi minuti di vita trascorsero in terrificante agonia.

Ryan deglutì rumorosamente, sapeva che ora sarebbe toccato a lui. I bastardi non avevano seviziato quel poveraccio per strappargli qualche informazione, lo avevano fatto perché si DIVERTIVANO. Guardò brevemente gli altri due prigionieri negli occhi,e capì che stavano pensando la stessa cosa: erano tutti spacciati e, quando sarebbe infine giunta la morte, sarebbe probabilmente stata la benvenuta. Come se li avessero letti nel pensiero infatti, i briganti si voltarono improvvisamente verso di loro, ridacchiando scompostamente: era nuovamente tempo di “giocare”…

Ryan chiuse un attimo gli occhi, cercando di prepararsi mentalmente a quanto stava per succedere; quando pochi istanti dopo li riaprì si trovò però davanti ad una scena surreale. La radura era infatti totalmente circondata da uomini a cavallo, arrivati dai boschi senza fare il minimo rumore e disposti ai limitari degli stessi in formazione perfetta; uno di loro, in particolare, catturò immediatamente l’attenzione del soldato. L’uomo, in posizione leggermente avanzata rispetto a quella dei suoi compagni, stava fissando direttamente i predoni, il corpo interamente protetto da una pesante corazza da battaglia, le mani strette intorno ad un enorme martello da guerra. A Ryan quella figura risultò immediatamente familiare, nonostante fossero passati anni, nonostante non si potesse trattare della stessa persona con cui aveva lottato fianco a fianco in mille battaglie, il simbolo vivente di una delle gilde dell’Ordine più forti e temute di sempre. Dopo aver tinto il loro nome col sangue infatti, Emile Dragonsbane e la Legione erano letteralmente scomparsi da Sosaria senza lasciare nessuna traccia, e Ryan dubitava fortemente che, a distanza di anni, avessero fatto la loro ricomparsa proprio ora, in quella fottuta radura. No, decise: probabilmente risentiva ancora della botta alla testa, tantopiù che gli stemmi visibili sulle loro armature erano totalmente diversi da quelli che ricordava; paura e dolore dovevano avergli incasinato il cervello, visto che inoltre sembrava essere l’unico ad averli notati. Ryan stava ancora cercando di schiarirsi le idee quando la figura in armatura alzò un braccio al cielo, scatenando l’inferno. Reagendo al segnale infatti, i cavalieri irruppero nella radura come un solluomo, cominciando a spargere morte con chirurgica precisione; solo in quel momento i predoni si accorsero infine della terribile minaccia che gravava su di loro, troppo tardi per abbozzare una qualunque forma di resistenza efficace. Fu un massacro, rapido quanto brutale: in pochi istanti il sangue dei briganti si mischiò a quello delle loro vittime, e sulla radura cadde un innaturale silenzio. Ryan era stupefatto, ma non dubitava più dei suoi sensi, mentre sorrideva inebetito alla figura in armatura che, con gesti lenti e misurati, si tolse infine l’elmo dal capo, rivelando la sua identità. Mentre sul volto dell’ex Cavaliere della Rosa il sorriso si allargava a dismisura, Emile si guardò brevemente intorno, con uno sguardo che appariva quasi trasognato, confuso, un uomo restituito alla vita dopo un interminabile letargo. Lo smarrimento comunque durò pochi istanti, passati i quali Emile si voltò infine verso Ryan, rispondendo con calore al suo sorriso.

Poi alzò nuovamente il braccio…

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